DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

venerdì 17 febbraio 2017

Fini: coglione?


Lettera 8
I dubbi amletici di Fini:  Essere o non essere? Coglioni si nasce o si diventa con il matrimonio?
Vittorio Genetista ExInFeltrito


mercoledì 15 febbraio 2017

Travaglio Raggi-rato



Lettera 3
Ci sono ancora dubbi sul perche' Travaglio si arrampichi sugli specchi per difendere la Raggi? Perche' se cade la Bambolina-matrioska cade Grillo. E cade il giocattolino di Grillo, l' M5s. E cade la credibilita' dello stesso Travaglio: dopo le toppate con Di Pietro, Ingroia e Grillo nessuno scommetterebbe piu' un centesimo sul fiuto politico del sommo vate del giornalismo italiano.

Vittorio Marcoraggirato ExInFeltrito

lunedì 13 febbraio 2017

Femministe: Do you remember Mara Carfagna?

1. BATTISTA: ''OGGI TUTTI AD INDIGNARSI PER LE ALLUSIONI SULLA RAGGI, COM’E’ CHE NESSUNO FECE ALTRETTANTO QUANDO SABINA GUZZATI NON UTILIZZO’ GIRI DI PAROLE SULLA CARFAGNA? 2. BERCIO’ FORMULE TRIVIALI DA OSTERIA DA UN PALCO CON BEPPE GRILLO E ANTONIO DI PIETRO
3. LA PLATEA DI INTELLETTUALI GRAVATI DAL FARDELLO DELLA SUPERIORITÀ MORALE NON SOLO NON DEPLORÒ LA MELMA SESSISTA FUORIUSCITA DA QUEL PALCO, MA LA APPLAUDÌ ESTASIATA
4. DI PIU': QUEL FESTIVAL OSCENO AVEVA PRESO SPUNTO DA PRESUNTE INTERCETTAZIONI "CALDE" TRA MARA CARFAGNA E UN'ALTRA MINISTRA, INTERCETTAZIONI DI CUI NON SI È MAI REGISTRATA TRACCIA, ESEMPIO DI COME LE VITUPERATE FAKE NEWS NON SIANO UNA NOVITÀ, ANCHE SE DISTRIBUITE DAI GIORNALI AUTORIZZATI E VIDIMATI DAL MINISTERO DELLA VERITÀ''


Allora, a proposito di volgarità, oscenità, sessismo, bullismo, ecco il ricordo di un episodio che dimostra quanto la violenza verbale sia trasversale e ben distribuita, e quanto spesso l' indignazione sia un sentimento volubile, che si accende e si spegne a seconda non delle convinzioni, ma delle convenienze.

L' episodio si svolge sul palco di una manifestazione contro Berlusconi del luglio del 2008, guidata da Beppe Grillo e da Antonio Di Pietro. La piazza sempre indignata risuona di ululati di approvazione quando Sabina Guzzanti, dopo aver maltrattato l' allora presidente Napolitano e l' allora pontefice Ratzinger, decide di vomitare sull' allora ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna espressioni avvilenti per tutte le donne e per tutti gli uomini, piene di allusioni grevi e riferimenti espliciti che si fa fatica a pubblicare integralmente: «Berlusconi, tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché» e via con l' insinuazione volgare; «osteria delle ministre, le ministre son maestre, e se a letto son portento, figuriamoci in Parlamento»: «Berlusconi il giorno del giuramento dei ministri potrà dire "pari opportunità"» e via con giochetti verbali che si sarebbero definiti da caserma. E così via berciando. 
Da notare:

Uno: che la platea di intellettuali gravati dal fardello della superiorità morale non solo non deplorò la melma sessista fuoriuscita da quel palco, ma la applaudì estasiata. 

Due: che quel festival osceno aveva preso spunto da presunte intercettazioni «calde» tra Mara Carfagna e un' altra ministra, intercettazioni di cui non si è mai registrata traccia, esempio di come le vituperate fake news non siano una novità, anche se distribuite dai giornali autorizzati e vidimati dal ministero della Verità.

Tre: che le reazioni a sinistra e nelle istituzioni furono molto blande, con l' eccezione dell' allora segretario del Pd Walter Veltroni che colse l' occasione per rompere l' alleanza elettorale (incautamente) stretta con Di Pietro.

Quattro: che Mara Carfagna ha vinto una causa con Sabina Guzzanti e che, malgrado abbia dimostrato di essere una donna preparata e scrupolosa, sia ancora raggiunta da maldicenze diffuse dai sepolcri imbiancati e legate alla sua bellezza e al suo passato di soubrette televisiva. Cinque: mai fidarsi dei professionisti dell' indignazione a comando.


(Pierluigi Battista, Corriere della Sera)



domenica 12 febbraio 2017

Ma non siamo poveri???

Italiani spendaccioni, secondo Eurostat siamo in testa in Europa per abbigliamento, cibo e auto


Pubblicato il 11/02/2017
Ultima modifica il 11/02/2017 alle ore 16:15
Le famiglie italiane spendono per l’abbigliamento, il cibo, i locali e la manutenzione dell’auto di più in percentuale rispetto alla media europea mentre sono al di sotto per le risorse destinate all’abitazione, ai trasporti, all’acquisto dell’auto, alle comunicazione e alle assicurazioni. 

È quanto emerge da una ricerca Eurostat sui consumi delle famiglie per settore riferita al 2015, secondo la quale l’Italia è seconda solo all’Estonia per spesa in abbigliamento (il 6,3% della spesa complessiva media della famiglia a fronte del 5% in Ue) e ai primi posti per le spese per il mantenimento dell’auto tra benzina e riparazioni (7,5% contro il 6,5% in media Ue). 

L’Italia spende più della media anche per bar e ristoranti (il 7,6% contro il 6,8% in Ue ma lontana dal top, la Spagna, con il 14,6%) e per il cibo in generale (13,3% contro l’11,1% Ue) mentre è sotto la media per la spesa per l’abitazione. L’Italia spende su questo capitolo il 23,8% della spesa complessiva contro il 24,4% della media Ue (in Danimarca il 29,7%).  

sabato 11 febbraio 2017

Patata bollente e pistola fumanti

Patata bollente 

pistola fumanti


Il caso del nostro titolo di ieri, Patata bollente, riferito alla vicenda tribolata di Virginia Raggi, è paradigmatico dello strabismo che affligge il mondo politico e quello dei media. Attivisti di partito e cronisti usano due pesi e due misure nel valutare i fatti, anche i più semplici. Ne diamo immediata dimostrazione. Il 15 gennaio 2011 Libero se ne uscì con lo stesso titolo succitato: Patata bollente. Ma nessuno se ne scandalizzò, zero polemiche, zero accuse di sessismo al nostro quotidiano.

Sapete perché, cari lettori? Allora, quel titolo era dedicato (identica posizione in prima pagina, apertura) non certo alla Raggi bensì a Ruby Rubacuori, la minorenne che, stando alle notizie dell' epoca, dilettava le serate di Silvio Berlusconi a Villa San Martino di Arcore. Capito l'antifona? Se ti occupi delle ragazze che allietavano le cene eleganti dell'ex premier puoi tranquillamente scrivere che si trattava di patate bollenti. Ovvio, di Silvio potevi dire di tutto, e delle sue amiche, idem. Lui era definito da varia stampa nano, caimano eccetera. E loro, le fanciulle, erano impunemente liquidate quali escort e anche peggio. È evidente la malafede. Sei anni orsono non ci fu anima che abbia osato criticare Libero per il medesimo titolo riservato ieri alla sindaca di Roma. Come se Ruby avesse minor dignità umana rispetto alla Virgo potens.
Pubblichiamo la documentazione di quanto abbiamo asserito da cui risulta, incontestabilmente, che i soloni del politicamente correttocambiano parere sul linguaggio a seconda delle persone oggetto di attenzione. Ruby, dato che stava col Cavaliere, era considerata alla stregua di uno straccio col quale era lecito lustrarsi le scarpe, mentre la Raggi che ha triplicato, per affetto, lo stipendio al suo Romeo, che a sua volta ha regalato a lei, ignara, una polizza da 30 mila euro, non può essere sfiorata nemmeno con una patata né bollente né fredda. Ma vi sembra, questo, un metodo accettabile?
Nel presente numero di Libero spicca una foto ricavata dal sito di Beppe Grillo. Guardatela, rimarrete a bocca aperta davanti a cotanta volgarità.

Accusano noi di sessismo e dimenticano che il Movimento 5 stellenacque col vaffaday, cioè con l'ideologizzazione del vaffanculo. D' accordo che il culo è neutro, maschile e femminile, però non è più chic della patatina fritta. Perfino Matteo Salvini in questa circostanza ha espresso solidarietà a Virginia. Ne siamo sorpresi. Solidarietà di che? Di casta?
Noi siamo cronisti e raccontiamo quello che vediamo con una scrittura il più colloquiale possibile, e tu Salvini, che pur ci conosci, per fare il figo ti allei coi grillini allo scopo di crocefiggerci come se fossi una qualsiasi Boldrini? Scusa, ma ti senti bene?
Poi ci sono Di Maio e una schiera di pentastellati che ci insultano secondo il loro stile, dimenticandosi di essere essi stessi i teorici del vaffanculo su cui hanno fondato successi elettorali incomprensibili sul piano logico. Non sanno i verbi ma sono verbosi. Non sanno parlare ma straparlano. Ignorano che i giornali di opinione se non avessero una opinione non avrebbero senso di esistere, e non è obbligatorio che tale opinione coincida con quella di Grillo.
E veniamo all'Ordine dei giornalisti. Mi informano che il presidente nazionale, Iacopino, considera il nostro titolo disgustoso. Gli farei notare che, sei anni fa, era già al vertice della corporazione, ma non si accorse del trattamento che usammo per Ruby, identico a quello usato ora per la Raggi. Il che significa che per lui Virginia è di una razza superiore a quella della marocchina?

Spero di non offendere nessuno se affermo che siamo di fronte a un plotone di esecuzione formato da "pistola fumanti". Gente che spara alla cieca per adeguarsi al conformismo più vieto. Non abbiamo la pretesa che si condividano le nostre idee. Ci accontentiamo di poterle esprimere senza dover affrontare tribunali speciali. Siamo sessisti? Forse. Ma noi lo siamo a parole, e gratis. Altri lo sono in pratica e si fanno triplicare la paga solo perché vogliono bene a chi gliela dà. La paga. E magari non solo quella.

di Vittorio Feltri
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GRILLO E LE DONNE (degli altri)

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12301490/patat-bollente-beppe-grillo-sputtanato-quando-insultava-donne-boschi-carfagna-rita-levi-montalcini.html

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IL SESSISMO DEI 5 STELLE

http://www.unita.tv/focus/la-risposta-di-libero-ecco-tutte-le-volte-in-cui-il-m5s-e-stato-sessista/

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mercoledì 8 febbraio 2017

Grillini in estinzione

D A G O S P I A

Lettera 9
Dagooo!!! Ma suvvia! Parli di perdonismo dei grillini?? E' istinto di sopravvivenza!!
Vittorio Boiachimolla ExInFeltrito

lunedì 6 febbraio 2017

Raggi & Travaglio

D A G O S P I A 

Lettera 14
Dago, a proposito della Raggi, hai notato? Quando mai capita di leggere un articolo di Travaglio nel quale non ci siano sfotto', nomignoli, prese in giro e ridicolaggini varie? Nemmeno una, per la Raggirata. Che Travaglio stia poco bene? A sua insaputa?
Vittorio Amiainsaputa ExInFeltrito

lunedì 30 gennaio 2017

Trump vs Obama


AMERICA FATTA A MAGLIE - SE IL MONDO PROTESTA E INTORNO AGLI AEROPORTI ARRIVANO I SOCCORSI PER I POVERI RIFUGIATI, CHE POI SONO 300 IN TUTTO, TRUMP MICA SI SPAVENTA, E ASSEDIA NOI CON I SUOI TWEET: ECCOLI - OCCHIO ALLA TELEFONATA CON LA MERKEL CHE NON SI CAPISCE PERCHÉ I GIORNALI TENGANO SOTTOTRACCIA E INVECE RACCONTANO L’INDIGNAZIONE DI HOLLANDE CHE ORMAI VALE COME IL DUE DI COPPE - PS: OBAMA BLOCCÒ GLI ARRIVI DALL’IRAQ E HA ESPULSO 3 MILIONI DI CLANDESTINI


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/america-fatta-maglie-se-mondo-protesta-intorno-aeroporti-140447.htm

30 anni di seghe!!!



Caro Dago, se io fossi il Dio di quel coglioncello di ragazzo di 16 anni che si è coscientemente fatto delle belle e invidiabilissime scopate con la prof americana e che poi l'ha fatta andare in galera per 30 anni, beh, io lo condannerei a 30 lunghissimi anni di seghe.

Vittorio Magariandavaanchemaleascuolastostronzetto ExInFeltrito

mercoledì 11 gennaio 2017

Giovanni Allevi: ci è o ci fa?

Il "maestro" assunto in cielo dagli ignoranti: Giovanni Allevi.

P.S. :
Gli è stato dedicato un asteroide: 111561 Giovanniallevi.
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/10/giovanni-allevi-a-roma-ancora-una-prova-di-inadeguatezza/3307588/

giovedì 5 gennaio 2017

Grillo "povero" a cinque stelle.


Dopo la pubblicazione dei suoi auguri di Natale – una citazione di Goffredo Parise dal titolo ''Il rimedio è la povertà'' – molti avranno pensato che Beppe Grillo si fosse andato a rifugiare in un monastero dell'Alta Badia, per "godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua", come recitava il testo che campeggiava sulla homepage del suo blog.
Fuochino. La destinazione del Garante del Movimento 5 Stelle era un po' più a sud. Malindi, Kenya, per l'esattezza. Non è la prima volta che Beppone sceglie di svernare sulla costa dell'Oceano Indiano: due anni fa apparvero su ''Chi'' le foto dei suoi bagni in piscina nel resort di Flavio Briatore.
Eppure, nei giorni delle feste il blog è stato attivissimo (dopo mesi in cui languiva senza fare molta notizia), con numerosi articoli firmati proprio da Grillo, che ha anche trasmesso il suo contro-discorso di fine anno la sera del 31 dicembre. Ecco, mentre sul blog appariva il video (''in streaming''), in cui Beppe appare seduto davanti alla sua libreria di casa a Genova, lui era in realtà seduto al cenone di Malindi. Circondato da nobildonne, vip e amici vari, ha passato parte della serata al telefono a dare direttive ai suoi collaboratori.
Due giorni fa, digerito il cotechino (o la sua alternativa kenyota), Beppone è stato poi avvistato in "Sardegna 2". No, non ha preso un volo per la sua adorata Porto Cervo: era a Watamu, una lingua di sabbia bianca a nord di Malindi, soprannominato Sardegna 2 per le sue acque cristalline. Anche lì telefonava senza sosta: stava preparando la sua proposta per una ''giuria popolare per le balle dei media'' che tanto ha fatto arrabbiare Chicco Mentana.

Questa notizia naturalmente scatenerà le ire dei sostenitori grillini: ''Lui non ha rubato i soldi, può spenderli come vuole'', o ''tutto falso, siete solo dei rosiconi pidioti'', ecc. ecc. Non c'è nessuna malizia: come pubblichiamo le foto di Alessia Marcuzzi e Federica Pellegrini alle Maldive, così raccontiamo le vacanze del leader politico che 10 giorni fa (non 15 anni fa, quando ancora aveva lo yacht e la Ferrari che si era conquistato grazie al suo talento comico) sceglieva queste frasi per augurare Buon Natale agli italiani:
Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l’automobile, le motociclette, le famose e cretinissime “barche”.
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A U G U R I    A   5  S T E L L E  !!!

mercoledì 28 dicembre 2016

Vibro-Natale

video

Grillo, ovvero La povertà degli altri.


MA BEPPE GRILLO HA PUBBLICATO L'ELOGIO DELLA POVERTÀ PERCHÉ QUEST'ANNO NON C'ERA POSTO NEL RESORT DI BRIATORE A MALINDI?






IL POST DI BEPPE GRILLO SUL SUO BLOG: ''IL RIMEDIO È LA

POVERTÀ'', DI GOFFREDO PARISE.

PERO' NEL BRANO DI PARISE PUBBLICATO DA GRILLO SI PARLA DI QUANTO SIANO SUPERFLUI I 'CRETINISSIMI' YACHT. COME QUELLO DOVE BEPPONE HA PASSATO IL FERRAGOSTO 2016, DEL MILIONARIO ENRICO DE MARCO?


il comico genovese e capo politico del MoVimento 5 Stelle quest’estate ha scelto di trascorrere il Ferragosto a bordo dell’Aldebaran, lo yacht da 42 metri dell’imprenditore Enrico De Marco, re della simil-pelle. Il tutto in una delle location meta per antonomasia del vippume e dei ricchi italici: Porto Cervo.





GRILLO A FERRAGOSTO SULLO YACHT DI ENRICO DE MARCO, RE DELLA SIMILPELLE, CON GIORGIO GORI E L'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA MONDADORI. NON ERA IL 1985, MA QUATTRO MESI FA (UNO SCOOP DI DAGOSPIA)
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3.BEPPE GRILLO CI SPIEGA IL VALORE DELLA POVERTÀ AFFITTANDO CASA A 14MILA EURO A SETTIMANA
Giovanni Drogo per www.nextquotidiano.it

martedì 27 dicembre 2016

L' ONU secondo Trump (e non solo)

Trump su Twitter:

 Onu? "Club di chiacchiere".

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Non è che abbia ragione???

domenica 25 dicembre 2016

Il Natale di Sgarbi (Come lo invidio).



"Non ho mai fatto una cena di

famiglia, non ho mai fatto un natale. 

Io sono nato l'otto maggio, non

capisco perché fanno gli auguri a 

me per il Natale di un altro. Anche se 

Gesù è mio fratello, che cazzo 

c'entro io con il Natale? 

Le tombolate mi fanno cagare, fanno 

schifo. 

Evito due feste: il Natale e il 

Capodanno. 

A Capodanno è bellissima 

l'autostrada vuota: non c'è 

nessuno. 

Non ho mai fatto il trenino a

Capodanno e non mai fatto neanche 

il conto alla rovescia: lo odio, che 

cagata pazzesca".


V. Sgarbi

Ah, il Natale...

1. DAGOREPORT

Il vecchio sistema per godersi il giorno della natività era di ingozzarsi di torrone mandorlato, sbronzarsi di Amaretto di Saronno, tombolare con il sacrario famigliare lanciando i fagioli segna-numero e digerire da scimuniti davanti al Baudo-scopio. Un simile comportamento è oggi ritenuto assolutamente meschino, anche romanticamente antico.

Oggi un Natale deve sostituire la Quaresima come giorno di penitenza, il Carnevale come giorno di scemenza, il Ferragosto come giorno di pestilenza: è infatti a tavola, davanti a un piatto di cappelletti in brodo, che si fa ammenda per aver persistito durante undici mesi e venticinque giorni nel dichiararsi parenti di un mucchio di gente antipatica e inutile, che a malapena si sa chi sia.
Non chiamatelo cenone, è una cena come la sedia elettrica è una sedia.
...
Per tradizione, a Natale si deve mangiare in modo strabocchevole, insensato, demente, e bere in proporzione; per questa inaudita mangiata si vanno a recuperare cugini magri, nipoti anoressici e liberi combattenti del colesterolo.
...
Insomma, le smanie conviviali che accompagnano il Santo Natale sono atti decisamente incivili. Del resto, troppo tempo, denaro e pubblicità sono investiti nel pranzo di Natale per lasciare che una piccola comunità sciupi questo evento andando in chiesa.

lunedì 19 dicembre 2016

Spett. Ditta Casaleggio, Grillo, Associati e Dissociati


  •  

In un paese serio sarebbe già in campo un'iniziativa legale per lo scioglimento di un movimento reazionario come quello di Grillo. I giornali, nel frattempo, cazzeggiano.


L’informazione italiana è andata per anni ormai appresso al vaffanculo di Gribbels, ha registrato senza troppe emozioni l’affermazione di un antipartito fuorilegge che impone penali per contratto al principio costituzionale della libertà di mandato, ha scortato in video e in pagina e on line (non dimentico mai i sottili guasti della badessa Lucia Annunziata) vecchi marpioni come Rodotà-tà-tà e nuovi furbetti come Di Battista-ta-ta e Di Maio-yo-yo, e ora se la cava con quattro fesserie sul garantismo o sui tecnici alla Marra che “Travaglio poteva-non-sapere” e che “ci vorrebbe il napalm sui palazzi per estirpare questa genia estranea alla purezza degli onesti”.
Sono buffoni, ma non viene nemmeno più da ridere. Sono un veterano delle campagne contro i moralizzatori moralizzati, contro quelli che gabbano il popolo bue con il mito nazista della trasparenza razziale antipolitica, fanno pasticci indecenti con le leggi e la Costituzione, poi alimentano i forconi e i loro arresti squadristici, infine si ritrovano in manette o estromessi dalla politica con poca dignità e misteriosamente perché qualcosa di sordido pare non quadri (un Marra braccio destro di una Raggi, un Di Pietro braccio violento della legge e infiniti altri datori di lezioni finiti dietro la lavagna della corruttela). L’anno prossimo fanno vent’anni dalla campagna del Mugello contro il pm della Mercedes e dei cento milioni cash in scatola da scarpe che ha fatto la rivoluzione di mani Pulite, dico di Mani Pulite, e poi come faranno mille altri dopo di lui si è messo in politica con il sostegno corale di D’Alema Prodi Veltroni a fare controllo di legalità tra gli applausi dementi della folla e delle tricoteuses del giornalismo italiano corrivo. Un veterano ormai perfino rauco, che non ha più voglia nemmeno di parlarne, figuriamoci l’impressione del caso Marra-Raggi, l’eterno ritorno dell’identico.
Che c’entra il garantismo?  A parte che gli assegni circolari sono assegni circolari, il costruttore Scarpellini è Scarpellini, anche un deficiente dovrebbe capire che la questione saliente non sta lì, dove si farà un processo più serio della fantasmagoria di Mafia Capitale e si vedrà, ma nella bambolina imbambolata fatta sindaco di Roma a furor di popolo bue, spinta avanti, ché a lui gli viene da ridere, dal comico goebbelsiano che vuole distruggere e ha già mezzo distrutta la democrazia italiana a colpi di insulti, minacce squadriste  e in alleanza con una società commerciale che in nome di Rousseau pretende cose che solo gli estortori pretendono dagli eletti del popolo, la penale. In un paese serio sarebbe già in campo da mesi un’iniziativa legale per lo scioglimento di un movimento reazionario e fuorilegge che mette una rete opacamente  controllata da affaristi al servizio di un progetto politico di eversione delle isituzioni, da aprire come scatole di tonno.
Invece ho vistoun compassato e mesto Enrico Mentana che, data la stessa misura alla storiella di Sala e alla fosca vicenda del Campidoglio, nella scaletta furbetta del suo Tg, cazzeggia sulla comparsata del disturbatore Paolini mentre sta fingendo di raccontare il vertice dei 5 stelle nella camera di un albergo di passo occupato da Gribbels e invaso da questuanti vari del nuovo potere, finti leader, amici e nemici di una sindaca che non è compos sui, e che non vuole o non può, forse non può, riconoscere il Marra che è vicino a lei e dietro di lei, “uno dei ventitremila dipendenti comunali di Roma”. Il veterano si sente preso per i fondelli, ovvio, e si domanda: un vertice? Va bene che l’avventura di Berlusconi e un po’ mia è cominciata da quelli che Mentana, passeggiando nel parco di Arcore, derideva con humour “I protocolli dei Savi di Arcore”, va bene che la seconda Repubblica ha dell’informale, e che oggi la Trump Tower decide della Casa Bianca tra marmi pacchiani e ori luccicanti, ma qui si tratta dell’albergo qualunque, del comico che viene a fare il turista politico da Genova di quando in quando, qui è una farsa tragica senza capo né coda, non c’è neanche il tentativo di dare una forma accettabile, decorosa, a un processo politico sedicente rivoluzionario. Un vertice? Una riunione privata fuori controllo, un via vai di non si sa chi, un tentativo primitivo e selvaggio di imporre come classe dirigente la solita accozzaglia di frustrati e portavoce della frustrazione sociale diffusa. Invece di seguire passo passo, deliziata, lo sfarinarsi della democrazia in Italia, una informazione che si voglia libera e responsabile dovrebbe sostituire la critica, l’analisi, la denuncia alla sociologia della crisi dappoco alla quale si è rassegnata, non senza voluttà, dando il calcio d’avvio telegenico alle campagne grilline più sconcertanti. I carabinieri che finora non hanno potuto o voluto denunciare per tentato sequestro di persona i forconi di Osvaldo Napoli, e si sono limitati a interpellarli con un genile “chi è lei?”, dovrebbero entrare in quell’albergo e chiedere ai mandanti dello sfascio italiano risibile, grottesco, magari gentilmente: “ma chi è lei?”.

venerdì 16 dicembre 2016

Travaglio Pinocchio




Lettera 22
Dago, ieri sera mi è scoppiato lo schermo del televisore. Schegge in tutta la stanza. Quando? Otto e mezzo, nel momento in cui Travaglio ha detto che lui ha votato contro la riforma costituzionale, non contro Renzi.  Dallo schermo in frantumi è spuntato fuori un naso da Pinocchio lungo un metro e mezzo.
Vittorio Marcopinocchio ExInFeltrito

lunedì 5 dicembre 2016

Il ducetto a Piazzale Loreto



Lettera 11
Contenti? Missione compiuta: il ducetto-cazzaro-rignanese-pittibimbo ecc. ecc. è stato impiccato a testa in giù nel Piazzale Loreto referendario. E avanti il prossimo. I dagonauti tiratori scelti si riposino un attimino e poi pronti a impallinarne un altro che, immancabilmente, non andrà bene (ma agli italiani chi mai può andar bene?). Almeno, Dago, tra un po' vedi di risparmiarti un titolo tipo "A ridàtece Renzi".
Vittorio Loreto ExInFeltrito
P.S. Complimenti al solito Sud: ancora una volta ha dimostrato che andare a votare è troppo faticoso. Poi dice che è abbandonato dallo Stato...